Budapest, definita dallo scrittore Claudio Magris come la città più bella del Danubio, è la capitale dell'Ungheria e, sebbene non ne faccia amministrativamente parte, è il capoluogo della provincia di Pest. Forte dei suoi 1,7 milioni circa di abitanti secondo una rilevazione statistica risalente al 2006 (ma in quanto a popolazione non è ai suoi massimi, perché alla fine degli anni Ottanta aveva superato i due milioni di persone), spalmati su una superficie che supera i 500 chilometri quadrati, è la maggiore città della Ungheria. Quest'ultima, dove si parla la lingua ungherese e la cui moneta di scambio è il fiorino ungherese, è una repubblica dell'Europa centrale confinante a nord con la Slovacchia, a est con l'Ucraina e la Romania, a sud con la Serbia e la Croazia e a ovest con l'Austria e la Slovenia.
La città di Budapest nacque ufficialmente nel 1873 dall'unione di tre città: Buda e Óbuda, situate sulla sponda occidentale del Danubio e appartenenti a una zona per lo più collinare, più la industriale Pest, collocata invece sulla sponda orientale del "fiume blu". L'unione fu la conseguenza politica e geografica del compromesso raggiunto nel 1867, compromesso che diede vita alla cosiddetta Monarchia Bicipite, con l'Austria come impero e l'Ungheria come regno. Il dualismo tra l'Austria e l'Ungheria così come quello tra la zona di Buda sulla riva occidentale del Danubio e quella di Pest in realtà si trasformò in una produttiva commistione, che donò nuova linfa alla città appena nata, che fiorì così dal punto di vista economico, ma anche sul piano culturale come mai aveva fatto prima di allora. E non è un caso che la maggior parte delle principali attrazioni che catalizzano oggi l'attenzione di molti turisti e visitatori risalgano proprio a quell'epoca, il cui punto di massimo splendore fu segnato dall'esposizione della durata di sei mesi che si svolse nel 1896 presso il Parco Cittadino per celebrare i mille anni dalla conquista magiara del Bacino dei Carpazi. La mostra ospitò circa quattro milioni di visitatori e presentò la prima ferrovia sotterranea dell'Europa continentale. Ecco perché si può tranquillamente affermare che Budapest prima dell'inizio del ventesimo secolo poteva a ragione essere annoverata tra le principali città europee. Poi però il declino: la Monarchia Bicipite partecipò alla prima guerra mondiale alleandosi con la Germania e, dopo l'esito del conflitto, fu sostituita da una repubblica. I comunisti ungheresi presero il potere, ma furono sconfitti cinque mesi più tardi dall'esercito rumeno. Nel 1920 gli Alleati, con il Trattato di Trianon, stabilirono una ripartizione postbellica dei territori che ridimensionava totalmente i confini dell'Ungheria. Il paese chiese aiuto ai governi fascisti di Germania e Italia per recuperare i territori perduti, ma ancora una volta si ritrovò schierato al fianco di chi sarebbe uscito perdente dalla guerra (in questo caso la Seconda guerra mondiale). Nel 1947, grazie a una serie di inganni elettorali, i comunisti presero il potere. Ma i rossi non erano benvoluti da tutta la popolazione e la cosa fu evidente con l'insurrezione del 1956, una vera e propria rivoluzione antisovietica il cui fulcro fu proprio a Budapest. La rivolta fu repressa in corrispondenza del rafforzamento del regime di János Kádár, che inizialmente fu percepito come una sorta di traditore e nemico pubblico ma che poi riuscì in un secondo tempo a convincere i più, divenendo una specie di apprezzato riformatore. Fu infatti proprio Kádár a iniziare un programma di comunismo 'goulash', ossia a misura del consumatore, tanto che a metà degli anni Settanta le sue riforme trasformarono l'Ungheria nella nazione più liberale e benestante della regione. Ma se questi erano i "pro" esistevano anche i cosiddetti "contro": nel 1988 una miscela di disoccupazione, inflazione e il debito portò alla sconfitta di Kádár. Dopo la caduta del Comunismo, nel 1989, la nazione prese il nome di Repubblica d'Ungheria. Va infine segnalato che nel 2004 il Paese ha fatto il suo ingresso ufficiale nell'Unione Europea (ma non in quella monetaria, ecco il motivo per cui la moneta di scambio non è l’euro).
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