Praga è la capitale e, grazie alla sua superficie di quasi 500 chilometri quadrati con una popolazione di 1,17 milioni di abitanti circa stando alla rilevazione statistica risalente al marzo del 2005, la più grande città della intera Repubblica Ceca, ovvero dello Stato dell'Europa centro-orientale confinante a sud-est con la Slovacchia, a sud con l'Austria, a ovest con la Germania e a nord con la Polonia. La Repubblica Ceca ha fatto il proprio ingresso nell'Unione Europea dal primo maggio del 2004, ma non avendo aderito anche all'Unione monetaria (Eurolandia) ha la corona ceca come valuta nazionale di conto, mentre la lingua ufficiale è il ceco.
La sua capitale, Praga, è stata fondata alla fine del nono secolo, con la costruzione di un castello e di un centro abitato. Anche per merito della sua posizione favorevole, la città divenne ben presto la sede dei Re di Boemia e attraversò un momenti di grande splendore durante il quattordicesimo secolo, sotto il regno di Carlo IV, che ordinò la costruzione della Città Nuova, del Ponte Carlo, della Cattedrale di San Vito, della Sinagoga Maisel e dell'Università di Praga. Nel sedicesimo secolo Praga passò invece sotto il controllo asburgico, ma la popolazione non gradiva tale dominio. E non lo gradiva a tal punto che negli anni 1618-1620 ci furono delle sanguinose rivolte degli Stati Cechi contro gli Asburgo, rivolte che tuttavia furono represse, dando così inizio a un periodo di decadenza per la città. Le insurrezioni diedero però il via alla guerra dei Trent'anni, che avrebbe ben presto distrutto buona parte dell'Europa. Tuttavia la sconfitta dei cechi non spense lo spirito nazionalista, tanto che Praga, che nel frattempo era stata unificata (1784), divenne il fulcro del cosiddetto Revival Nazionale Ceco, un movimento che intendeva celebrare la storia e la cultura ceche. Il sentimento nazionalista ceco si amplificava poi con i movimenti a favore della democrazia del continente. Nel 1848 una prima rivolta fu rapidamente sedata, ma nel 1861 la maggioranza ceca riuscì a sconfiggere i candidati tedeschi alle elezioni per il consiglio comunale di Praga. Nel ventesimo secolo il movimento nazionalista si rafforzò ulteriormente fino a che nel 1918 la Cecoslovacchia non divenne un paese indipendente, con Praga capitale. Il Paese però nel 1939 dovette fare i conti con l'occupazione dei tedeschi nazisti, che spazzarono via quasi completamente la comunità ebraica di Praga. Il 5 maggio 1945 la popolazione di Praga insorse contro l'occupazione tedesca, mentre l'Armata Rossa si stava avvicinando alla città da est, e quasi tutti i quartieri della città furono liberati prima ancora che arrivassero i sovietici. Con le elezioni del 1946 i comunisti divennero il partito politico numero uno, mentre nel 1948 le inefficienze del sistema multipartitico furono cancellate da un colpo di stato orchestrato dai sovietici. Nel 1968, dopo anni di graduali liberalizzazioni sotto il segretario generale Dubcek, fiorì la cosiddetta “Primavera di Praga”, un movimento popolare e non violento che intendeva ottenere la piena democrazia e la fine della censura. Chiaramente le autorità di Mosca non apprezzarono il movimento popolare e decisero di rispondere con l'invio a Praga dei propri carri armati. I comunisti riuscirono a mantenere il controllo della Cecoslovacchia fino alla caduta del muro di Berlino, nel 1989, quando una serie di dimostrazioni pacifiche, che proprio per questo presero il nome di “Rivoluzione di Velluto”, portarono alle prime elezioni libere nel 1990. Successivamente, grazie ai movimenti separatisti ceco e slovacco, nel 1993 si arrivò alla incruenta separazione, che ha diviso il paese in due repubbliche distinte. A partire da quel momento Praga è diventata in men che non si dica una delle principali mete turistiche del mondo. Attenzione però perché se si decide di visitare Praga in pieno inverno bisogna coprirsi bene: il clima decisamente continentale del Paese è caratterizzato da inverni decisamente rigidi, che lasciano però il posto a estati tutto sommati miti.
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